La rubrica di Donatella Bertacchi


LE ESPOSIZIONI NEI SECOLI

<< ritorna indietro

Luigi XIV, il famoso Re Sole, fu il primo che pose sotto il suo diretto controllo la produzione artistica e manifatturiera della Francia. Nelle manifatture statali venivano creati prodotti riconducibili alla monolitica immagine che il re e il suo ministro Colbert volevano mostrare all’Europa intera anche in campo artistico e culturale.
Parigi già nel 1600 divenne così incontestabilmente ruolo guida nella formazione degli artisti.
Nel Settecento nacquero le prime accademie di Arte e le scuole di arte decorativa. Con la creazione della Manifattura Reale di proprietà dello Stato e da questo sovvenzionate, Luigi XIV incrementò la produzione e il commercio dei prodotti d’arte e contemporaneamente avviò una scuola di arte decorativa di prima grandezza.
Quando poi nel 1773 avvenne la soppressione dell’ordine dei Gesuiti, che per oltre due secoli aveva gestito con i propri collegi la più importante struttura didattica operante in Europa, gli istituti culturali laici si moltiplicarono approfondendo l’apprendimento del “bello” come fattore fondamentale nel processo educativo.
In Danimarca alla corte di Federico V nacque un’Accademia destinata a diventare uno dei grandi centri della cultura europea.
Una sorprendente diffusione delle Accademie d’Arte vide nel 1720 una ventina di scuole in tutta Europa mentre nel 1790 più di un centinaio.
In Italia la famosa Accademia di Brera imponeva che tutti i disegni dei nuovi edifici fossero sottoposti al suo controllo. Inoltre, per esercitare la professione di architetto era necessario uno studio di un triennio presso la scuola di architettura dell’Accademia.
Nacquero i primi concorsi accademici ed esposizioni che favorirono i contatti internazionali e permetterono agli studenti di conoscere molteplici esperienze europee
lontano 1906 ospitò l’ultima edizione italiana dell’Expò.

Ben presto le esposizioni divennero a carattere internazionale, strutturate su larga scala proprio per la fitta rete di relazioni politiche, economiche, culturali ed artistiche che si creavano.
Nel 1899 l’esposizione universale di Parigi, quella per la quale l’ingegner Eiffel progettò la torre destinata a diventare emblema della città, attirò oltre 30 milioni di visitatori: un afflusso davvero stupefacente se si tiene conto che il treno a vapore era a quei tempi il mezzo di trasporto più veloce..
In Italia la prima esposizione internazionale fu settoriale (Arte Decorativa Moderna a Torino nel 1902:un avvenimento e un’occasione straordinari per la giovane nazione.
Il 1928 segna un tornante nel mondo delle esposizioni: alcuni paesi sentirono la necessità di darvi una cadenza, un quadro di azione regolamentata. Intorno a questi obiettivi venne redatta la Convenzione di Parigi con il compito di regolamentare questi grandi eventi.
Oggi la globalizzazione investe ogni campo e le esposizioni costituiscono veri motori per emergere sulla scena internazionale.
Milano è la città candidata ad ospitare l’esposizione Universale del 2015. Il Governo italiano appoggerà la candidatura del capoluogo lombardo, città che nel

di Donatella Bertacchi

vai a inizio articolo